Sistema di coordinate equatoriali

sistemaequatorialeÈ un sistema uranografico che ha per base l’equatore celeste, per polo il polo nord celeste e per semicerchio origine il coluro degli equinozi.

Questo sistema di coordinate descrive la “geografia” del cielo stellato, o meglio l'”uranografia”: ogni stella possiede la propria posizione definita da una declinazione δ (cioè una “latitudine” rispetto all’equatore celeste) e da un’ascensione retta α (cioè una “longitudine” rispetto ad un meridiano zero). In uno stesso istante, due osservatori posti in due località diverse, misurano sostanzialmente gli stessi valori di  coordinate equatoriali di un certo astro. Per questo motivo il sistema di coordinate equatoriali è definito “uranografico” cioè riferito al cielo, a differenza dei sistemi “locali” che dipendono dalla posizione geografica. Tuttavia, due osservatori abbastanza lontani tra loro possono misurare differenze sensibili nella posizione equatoriale di oggetti relativamente vicini, ad esempio la Luna, a causa del fenomeno di parallasse.

I pianeti variano piuttosto rapidamente la loro posizione rispetto alle stelle, a causa del loro moto di rivoluzione attorno al Sole, combinato con il moto di rivoluzione della Terra. La loro ascensione retta e la loro declinazione perciò non sono costanti.

Purtroppo, anche per le stelle i valori di declinazione e ascensione retta variano nel tempo, soprattutto a causa del fenomeno della precessione degli equinozi, cioè dello spostamento in senso retrogrado del punto gamma ♈(che è il punto di origine stesso del conteggo dell’ascensione retta nel sistema equatoriale. Di conseguenza tutte le stelle aumentano continuamente la loro ascensione retta, anche se di poco (circa 50 secondi d’arco all’anno).

A lunghissimo termine, anche il moto proprio delle stelle incide sulla loro posizione nel sistema di riferimento equatoriale e la conformazione delle costellazioni cambia sensibilmente nel corso dei millenni. Il programma Sphaera tiene conto anche dei moti propri delle stelle: lo si può notare inserendo una data molto lontana da quella attuale e osservando il leggero cambiamento nella forma delle costellazioni.